I dati Istat indicano che ad agosto 2026 cresce l’ottimismo in Italia, con un aumento della fiducia che coinvolge sia le famiglie sia il mondo aziendale (link ai dati completi in pdf). L’indice dei consumatori sale da 94,2 a 94,5, sostenuto soprattutto da una visione più positiva sulla situazione economica generale del Paese. Le valutazioni sulla situazione personale restano stabili, mentre lo sguardo verso il futuro mostra un leggero miglioramento. Sul fronte delle imprese si registra un balzo più evidente, con l’indicatore complessivo che sale da 95,7 a 96,9. Il clima migliora in tutti i settori dell’economia, pur con velocità differenti. Il recupero più forte si verifica nel settore delle costruzioni, dove l’indice passa da 96,8 a 102,9 grazie all’aumento dei lavori in corso e alle ottime aspettative per i prossimi mesi. Anche nei servizi si osserva una crescita solida, da 98,2 a 99,5, sostenuta dal miglioramento di tutte le attività del comparto.
La situazione appare invece più prudente nell’industria manifatturiera e nel commercio. Nella manifattura l’indice cresce solo lievemente, da 89,7 a 89,9: pur risentendo di un calo degli ordini attuali e di merci rimaste nei magazzini, le aziende prevedono un deciso rilancio della produzione futura. Nel commercio al dettaglio la fiducia rimane sostanzialmente stabile, passando da 106,5 a 106,6, guidata dall’ottimismo della grande distribuzione sulle vendite dei prossimi mesi, a fronte di valutazioni recenti ancora incerte.
Confcommercio: “Segnali positivi in attesa dei dati di settembre”
“Anche ad agosto le famiglie e le imprese mostrano un marginale miglioramento della fiducia, nonostante il perdurare di una situazione internazionale complicata con il riacutizzarsi delle tensioni sui prezzi degli energetici”. Questo il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio sulla fiducia di consumatori e imprese. “Sul versante delle famiglie – sottolinea il direttore Mariano Bella – il miglioramento dei giudizi sulla situazione attuale, dell’economia in generale e delle condizioni personali, è in parte attenuato dalle preoccupazioni sulle prospettive nel breve periodo. Preoccupazioni che non sembrano derivare da un possibile peggioramento del mercato del lavoro e un significativo riacutizzarsi dell’inflazione”.
“La presenza di un contesto che, nel complesso, si conferma favorevole emerge con maggiore chiarezza dalle imprese che segnalano, sia pure con diverse intensità, un diffuso miglioramento del sentiment. Al netto della peculiarità del mese è importante rilevare come significativi progressi sul versante della fiducia siano emersi, oltre che dalle costruzioni, anche dagli operatori del trasporto e magazzinaggio e del turismo, a indicare come sia possibile una ripresa autunnale ancora in territorio positivo“. “E’ peraltro evidente – conclude Bella – che solo con i dati di settembre si potranno definire meglio le condizioni in cui la nostra economia affronta l’ultima parte dell’anno, periodo cruciale non solo per definire i risultati del 2026, ma anche per permettere una migliore valutazione delle prospettive del nostro paese nel 2027“.