Il mercato del lavoro italiano invia segnali contrastanti. Secondo i dati provvisori Istat (link al documento completo in pdf), a giugno 2026 l’occupazione ha frenato la sua corsa, registrando una sostanziale stabilità con il tasso fermo al 62,9%. L’equilibrio nasconde spaccature interne: aumentano gli occupati tra gli uomini, i giovani tra i 25 e i 34 anni e chi ha più di 50 anni, mentre si riducono i posti tra le donne, gli autonomi e i lavoratori con contratto fisso a tempo indeterminato, sostituiti da un incremento delle assunzioni a termine. Il dato più rilevante riguarda chi cerca un impiego. I disoccupati crescono del 7,2% in un solo mese (+97mila unità), spingendo il tasso generale al 5,7% e quello giovanile al 18,4% (+1,5 punti). Più che a un’ondata di licenziamenti, il balzo è legato al prosciugamento del bacino degli inattivi (-103mila persone): molti individui in precedenza fuori dal mercato hanno ripreso a cercare lavoro, finendo momentaneamente tra i disoccupati registrati.
Guardando oltre il singolo mese, la traiettoria di fondo dell’economia resta positiva. Il secondo trimestre del 2026 chiude con 116mila occupati in più rispetto al precedente, mentre nel confronto annuale con giugno 2025 l’Italia guadagna 131mila posti di lavoro e riduce contemporaneamente disoccupati e inattivi. La vera incognita per i prossimi mesi sarà verificare se l’avanzata dei contratti a termine sia solo una parentesi estiva o l’inizio di una fase di maggiore precarietà.
Confcom: “Nessun allarme sui dati di giugno: il mercato resta forte”
Commentando i dati di giugno sul mercato del lavoro, il direttore dell’Ufficio Studi Mariano Bella ha osservato che “il permanere di dinamiche produttive positive continua a riflettersi anche sul mercato del lavoro. La stasi dell’occupazione registrata a giugno, così come l’aumento delle persone in cerca di lavoro, al momento non desta particolari preoccupazioni”.
“È fisiologico – ha sottolineato Bella – che in un contesto in cui i livelli occupazionali sono ai massimi storici, e la disoccupazione ai minimi, vi siano delle difficoltà, con possibili ritardi temporali nell’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Allo stesso tempo va valutato che l’incremento delle persone in cerca d’occupazione, prevalentemente giovani sotto i 35 anni, corrisponde a un’analoga uscita dall’inattività, a segnalare come molti ritengano questo il momento giusto per cercare attivamente un lavoro. Non vanno neanche trascurati alcuni aspetti stagionali che incidono nel mese su alcune caratteristiche dell’occupazione e che portano le imprese ad assumere prevalentemente lavoratori a termine. Resta il fatto che da aprile scorso il mercato del lavoro italiano conta stabilmente oltre 24,3 milioni di occupati”.