18Gennaio2023

Presidente Sangalli: "Commercio e turismo in affanno per il caro-energia"

«Nonostante gli interventi del governo per l'energia elettrica, l'Italia continua ad avere prezzi più alti dei nostri competitor europei: rispetto la Francia è più del doppio, perché lì si è deciso di applicare un freno all'aumento delle tariffe. Lo stesso è accaduto in Spagna e in Germania». Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, lancia un grido d'allarme e chiede «più coraggio» al Governo: «le imprese italiane del terziario risultano pesantemente svantaggiate, con differenze sulla spesa annuale dell'ordine di quasi 100mila euro per un albergo di medie dimensioni, il 127% in più della Francia, situazione che si verifica anche per tutte le altre attività commerciali. Vi è da chiedersi come le nostre imprese del turismo possano competere con la Francia che rimane la prima destinazione per arrivi nel mondo. Anche rispetto a Spagna e Germania in Italia si pagano bollette più salate fra il 30 e l'80%».

 

Presidente come valuta le ultime misure sul fronte energetico?

Sul tema energia ci vuole più coraggio, si rafforzano i crediti d'imposta energetici e si prorogano a settembre i termini per la loro fruizione. Tuttavia, non essendo stata prorogata la scadenza per la comunicazione all'Agenzia delle entrate degli importi dei crediti maturati - rimasta al 16 marzo - di fatto si prelude alle imprese l'utilizzo dei crediti stessi. Si sterilizzano gli oneri di sistema, ma alle sole utenze con potenza disponibile fino a 16,5 kW, escludendo gran parte del sistema produttivo. Sono interventi riferiti al solo primo trimestre del 2023. Occorre poi prorogare, almeno per il 2023, la fine della maggior tutela di prezzo per le forniture di energia elettrica delle microimprese ed introdurre la possibilità di un ammortamento di lungo periodo dei costi energetici.

 

Come giudica il governo che ha chiamato in causa la speculazione perla fiammata dei prezzi dei carburanti, e sta valutando un taglio delle accise in presenza di nuovi rincari?

È ormai chiaro che gli incrementi medi dei prezzi dei carburanti di gennaio sono inferiori al rialzo delle accise. E questo emerge dalle stesse rilevazioni ministeriali. Dunque, non è questione di speculazione. Il problema è noto: serve un riordino della fiscalità energetica. Non serve la ricerca di capri espiatori.

 

Che scenario economico ci aspetta per i prossimi mesi, secondo le previsioni del vostro ufficio studi?

Il forte rallentamento dell'economia italiana ed europea e probabilmente mondiale - sarebbe conseguenza del profilo inflazionistico che, sebbene in moderato miglioramento, comporterebbe per tutta la prima parte del 2023, inevitabili impatti depressivi su redditi, potere d'acquisto e consumi. Per la seconda parte del 2024 ci aspettiamo un rientro delle tensioni inflazionistiche con un tendenziale a fine anno che tornerebbe al 2,6%. Tutto dipenderà dall'evolversi dello scenario internazionale, senza nuovi shock avversi, nel giro di un anno potremo archiviare l'attuale fase di crescita anomala dei prezzi come un brutto ricordo. Il 2023 è un anno di transizione - ci attendiamo un Pil in crescita dello 0,2% - ma dovrà essere anche l'anno in cui costruire una nuova fase di crescita duratura.

 

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Confcommercio Brescia2023-02-09
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