9Maggio2024

Presidente Sangalli: "L'incertezza rallenta investimenti e consumi"

Il commercio nel cuore della transizione digitale, tra tradizione e intelligenza artificiale. Quale futuro? Ne parliamo con il presidente nazionale di Confcommercio, Carlo Sangalli.

Sangalli, proprio in questi giorni avete presentato uno studio sull'andamento dell'economia. Come è la situazione e come vanno i consumi? Emergono anche timori.

«Nonostante qualche fragilità in alcuni settori produttivi, l'economia italiana tiene bene. L'occupazione è in crescita, il turismo è vitale, soprattutto nella componente straniera, l'inflazione resta sotto controllo. Tuttavia, l'incertezza sul futuro rallenta investimenti e consumi. Per ritrovare fiducia serve, soprattutto, un taglio di mezzo punto dei tassi di interesse da parte della Bce e occorre accelerare l'attuazione della riforma fiscale».

L'e-commerce non è più una novità. Lo shopping online si può fare ormai in quasi tutti i negozi che abbiano una vetrina fisica. Qual è lo scenario futuro? Città vuote e desertificazione commerciale?

«Certamente oggi bisogna fare i conti con i veloci cambiamenti, da un lato, del mercato e delle nuove tecnologie e, dall'altro, del territorio con il declino demografico e la desertificazione commerciale. In particolare, da una recente analisi del nostro Ufficio studi emerge che, in poco più di un decennio, tra il 2012 e il 2023, sono scomparsi oltre 111mila negozi al dettaglio. Un fenomeno che riguarda soprattutto i centri storici dove la riduzione dei livelli di servizio è acuita anche dalla perdita del commercio ambulante. Il commercio rimane comunque vitale e reattivo e soprattutto mantiene il suo valore sociale. E, pertanto, reagire non è solo necessario ma anche possibile».

In che modo e con quali strumenti?

«Occorre puntare su efficienza e produttività anche attraverso l'innovazione e la ridefinizione dell'offerta. L'omnicanalità, cioè l'uso anche del canale online, resta fondamentale. In ogni caso dovrebbe valere sempre, come sottolineiamo in ogni occasione, il principio "stesso mercato, stesse regole" fiscali o amministrative che siano e, inoltre, va dato impulso all'innovazione nei servizi di prossimità. Sono, dunque, necessarie politiche pubbliche e politiche urbane che riconoscano e promuovano il valore del commercio di prossimità».

Con Anci qualche tempo fa avete sottoscritto un'intesa che prevede la rigenerazione dei centri urbani in funzione sociale ed economica. Avete programmato nuovi interventi nella stessa direzione?

«Il contrasto alla desertificazione commerciale con progetti di riqualificazione urbana per mantenere servizi, vivibilità, sicurezza e attrattività delle nostre città è una priorità di Confcommercio. La rinnovata collaborazione con l'Anci conferma, dunque, il nostro impegno per favorire uno sviluppo urbano sostenibile e valorizzare il ruolo sociale ed economico delle attività di prossimità nelle città. E mostra anche la nostra volontà di lanciare azioni condivise e stabilire una visione comune delle città italiane e del loro futuro, da perseguire attraverso uno sviluppo integrato capace di renderle più competitive, più sicure e più vivibili per turisti e residenti. E in questa direzione va anche il progetto Cities di Confcommercio».

 

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Confcommercio Brescia2024-06-16
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